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sabato 15 agosto 2015

Corborant - 3010 m - dalla cengia ovest

Il Corborant era un’ escursione che il Gino aveva in mente di fare da anni; sia per il dislivello discreto, 1300 metri in giornata, sia per la difficoltà, data come F alpinistica. Finalmente, in una giornata di inizio luglio, si è presentata l’occasione propizia per tentare la salita.
Ci sono diverse vie che salgono al Corborant: quella che passa dal rifugio Migliorero, ove è possibile pernottare, e sale per la forcella est del Corborant (F+) oppure quella che parte da San Bernolfo e passa dal “Buco della marmotta”, ora attrezzato con gradini e corrimano metallici (F). Noi abbiamo optato però per una terza via, che punta al passo del Corborant e si insinua nella cengia della parete ovest della montagna (F).
 
La "normale" è probabilmente quella che passa dal buco della marmotta; noi invece abbiamo raggiunto la parete ovest del Corborant dal canalone che ho segnato sulla sinistra.
La foto è scattata da sopra il lago del Lausfer superiore, a mezz'ora di cammino dallo stesso.
Accesso stradale: da Cuneo seguire le indicazioni per il Colle della Maddalena e risalire la Valle Stura fino all'abitato di Vinadio. Poco oltre l'abitato, a Pianche, prendere sulla sinistra la deviazione per Bagni di Vinadio. Dopodiché, proseguire ancora sulla sinistra per circa 6 km fino a poco prima della borgata di San Bernolfo (1702 m). E’ possibile lasciare l’auto in uno spiazzo su un tornante sulla sinistra o proseguire fino al parcheggio superiore, da dove comincia la camminata.

Escursione: si prosegue sulla sterrata che dopo un po’ diventa mulattiera e prosegue con ampi tornanti tagliati spesso e volentieri da tracce ripide che consentono di risparmiare un bel po’ di tempo. La mulattiera diventa sempre più pietrosa finchè non diventa sentiero. Dopo un paio di ore si perviene ad un bivio al quale bisogna girare a destra seguendo l’indicazione per i laghi del Lausfer e la cima del Corborant. In tre quarti d’ora si raggiunge prima il lago inferiore (2500 m) e dopo pochi minuti quello superiore (2555 m).
Il Corborant visto dal lago del Lausfer inferiore
Dai laghi in poi, la cima che ci accingiamo a salire sarà sempre visibile, proprio davanti a noi.
Arrivati al lago superiore, occorre tralasciare la traccia che lo circonda sulla sinistra e porta ad una costruzione diroccata per prendere la traccia che, tra sentiero e nevai (inizio luglio 2015), lo aggira alla sua destra. La traccia continua per un’altra ora e un quarto tra detriti traversando marcatamente verso sinistra, fino al bivio che consiglia di piegare a destra per raggiungere il buco della marmotta. Noi invece decidiamo di continuare sulla traccia che prosegue a sinistra puntando all’ evidente canalone.
Quest’ultimo è stato sconvolto da una frana avvenuta nel 1987 e per questo risulta estremamente antipatico da salire per il terreno eccessivamente friabile e i detriti instabili.
Purtroppo, pochi minuti dopo il bivio per il buco della marmotta, la traccia svanisce e ci si ritrova a vagare per massi (per lo più instabili, per cui prestare molta attenzione). Noi abbiamo salito il canalone tenendoci piuttosto sulla destra, ma qui il terreno sembra ancora più franoso; infatti, al ritorno abbiamo scoperto una mezza traccia nella parte alta che rimane molto più a sinistra (per chi sale) e sfrutta delle rocce un poco più stabili. Si arriva ad una biforcazione dove bisogna tenere la sinistra e da questo punto la traccia diventa più evidente e ci si può concedere il lusso di girarsi indietro e guardare in cagnesco tutti gli sfasciumi appena affrontati. Dopo pochi minuti si arriva finalmente al Passo del Corborant (2925 m); sono passati almeno 40 minuti dal precedente bivio.

La parte divertente inizia qui. Dopo tutto lo sfasciume che ci si è lasciati alle spalle, è ora di gustarci qualche metro di roccia sana e stabile per una mezz’oretta di piacevole salita.
Si inizia col canalino subito a destra del cartello in legno che indica il Passo del Corborant con passaggi forse di I+ (si può anche passare a sinistra del cartello, ma ci è sembrato molto esposto) per continuare verso sinistra sulla cengia ovest.
Incontri ravvicinati
Da adesso si alternano passaggi facili su roccette a tratti di camminata sulla cengia seguendo gli sparuti ometti fino in cima. A dire il vero non esiste una vera e propria via di salita: si cercano i passaggi che presentano le difficoltà minori. Dopo un camino con un passo di II, si ritrova la cengia per continuare subito dopo ancora per roccette fino ad arrivare al canalino terminale, anch’esso ben ammanigliato, che sbuca direttamente in vetta, a pochi metri dalla croce. Dalla vetta il panorama è di prim’ordine, a partire dal Becco Alto d’Ischiator, che si erge di fronte al Corborant (3010 m).
Vista sul vallone dell' Ischiator. In lontananza il rifugio Migliorero

Il Becco alto d'Ischiator
A questo punto si può scegliere se scendere dalla via seguita all’ andata oppure dal buco della marmotta per un giro ad anello. Noi abbiamo creduto il buco della marmotta bloccato dalla neve, e quindi siamo scesi per la cengia ovest e per il canalone, ma ci è stato poi confermato che non c’era affatto neve ad ostruire il passaggio e quindi, con il senno di poi, avremmo potuto evitarci almeno una discesa scomoda su sfasciumi… pazienza!

Comunque soddisfatti dalla giornata di bel tempo e dal buon esito della salita, ci avviamo con tranquillità alla macchina, non prima di aver riempito le borracce, ormai asciutte da ore data anche la giornata di caldo torrido, con l’acqua, peraltro buonissima, del lago del Lausfer superiore.

Alla prossima!

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