La via ferrata del Rouas a Bardonecchia è, a mio avviso, una delle ferrate più suggestive della Val di Susa, che, in fatto di ferrate, se ne intende davvero.
Ho effettuato questa gita il 25 settembre col mio amico Fili quando il cielo sopra di noi sembrava che ci avrebbe tormentato per tutta la giornata. Diluvio a Torino, entriamo nella valle, tempo brutto sulla Sacra di S. Michele, ma noi proseguiamo imperterriti e raggiungiamo la nostra meta, dove, manco a dirlo, splende il Sole, sebbene il tempo rimanga sempre abbastanza incerto.
Così, alle dieci spaccate intraprendiamo questa bellissima ferrata, che, al di sopra di una falesia, si articola in due percorsi differenti.
La partenza è fissata a due passi dal campeggio 300 metri a monte della frazione di Melezet (pochi chilometri da Bardonecchia) e propone un inizio facile, che non presenta alcuna difficoltà tecnica, con ancoraggi e gradini ravvicinati (Difficoltà AD) e che prosegue per circa mezz’oretta fino al bivio della “Balma del Camoscio”.
![]() |
| La parte iniziale |
![]() |
| Il bivio della "Balma del Camoscio" |
Lungo tutta la ferrata, si gode di un bello scorcio sulla conca di Bardonecchia e sulle vette a nord, gli appigli sono tantissimi e la roccia di buonissima qualità, quindi ci si può fidare di ciò che la natura ci propone e usare di meno il cavo, che in certi momenti, essendo poco teso, butta fuori e sbilancia. In ogni caso, nella prima parte ci sono tantissimi gradini, fin troppi, e il percorso è davvero piacevole. Al bivio (1475 m ), si può scegliere se effettuare il percorso facile (a sinistra, 2 ore, difficoltà AD con annessa il percorso della Grotta: PD e 10 min.) o la variante atletica (D/D+) in cui mi sono cimentato io con successo.
Si raggiunge quindi la fascia superiore della falesia, dove inizia un lungo traverso in lieve discesa, che non sembra finire mai, e dove occorre prestare attenzione soprattutto a dove si mettono i piedi. Percorrendo placche striate e, dopo aver attraversato due “cascatelle” si prosegue per diedri e strapiombi e infine una facile cresta che conduce al bosco del Rouas, dove finisce la variante atletica, per il dispiacere del mio amico, che avrebbe preferito qualche ulteriore strapiombino.
A questo punto, per sentiero pianeggiante e facili roccette si arriva alla spalla, dove si può scegliere se tornare subito a valle o proseguire per il percorso facile.

Percorso A: via base, difficoltà AD, 2 ore
Percorso B: “Balma del Camoscio”, difficoltà D/D+, 1 ora e mezza
Percorso C: variante della Grotta, difficoltà PD, 10 minuti
Qualunque percorso si effettui, comunque, il rientro si riduce a pochi minuti.
Questa ferrata è stata ideata per tutti, per le esigenze dei neofiti e degli esperti, cosicché, come si può notare in figura, abbiamo più percorsi, di difficoltà diverse.
Io consiglierei la variante atletica a chi se lo può permettere poiché mi ha regalato diverse emozioni. In ogni caso qualunque percorso è bello, ma va affrontato con la dovuta attenzione.
Spero che non sia la ultima ferrata della stagione (è la mia sesta ferrata in assoluto), dato che ormai siamo in autunno…
Ciao a tutti alla prossima!







Nessun commento:
Posta un commento