Abbiamo sfruttato due giornate di tempo veramente bello, come da molto non si vedeva.
Lasciata la macchina a Stafal (Gressoney La Trinitè), abbiamo preso la funivia fino al Passo dei Salati (è possibile anche salire, sempre in funivia, da Alagna) e da lì un altro troncone molto recente che porta a Punta Indren (3275 m).
L'idea originaria era di salire la Capanna Margherita il primo giorno, dormire alla Capanna Gnifetti, e affrontare il giorno dopo i Quattromila più bassi.
| Da sinistra: Naso del Lyskamm, Lyskamm orientale e la sua cresta |
| Da destra: Balmenhorn e Corno Nero |
| La Punta Gnifetti dal Colle del Lys |
| Da sinistra: Punta Zumstein, Gnifetti, Parrot |
Dal Colle del Lys, si piega leggermente a destra, seguendo la traccia che rimane sotto il costone della Ludwishohe, poi si piega a sinistra seguendo le traccia e tenendosi poi ancora più a sinistra, per la cresta W, ideale per chi viene da Indren. Si superano un paio di roccette e poi è cresta fino in cima. Per il ritorno, abbiamo percorso a ritroso le nostre tracce, però è possibile scendere anche per la cresta NE, altrettanto bella e aerea, che porta al Colle Sesia (4300 m), raccordandosi in seguito alla traccia per la Margherita.
PANORAMA DALLA PARROT:
| In lontananza la Piramide Vincent |
| Foto di vetta con Lyskamm sullo sfondo, a destra |
| Cresta della Parrot e cresta del Lyskamm |
| Guardando verso la cresta NE. In fondo: Punta Gnifetti |
Torniamo in rifugio che sono quasi le sei, non senza difficoltà per via delle nuvole basse che ci impediscono la visuale.
| Corno Nero, visto dal Colle del Lys |
L'obiettivo di giornata è il Corno Nero, ma, arrivati alla sua base, complici il freddo e il forte vento, che per me è sempre un nemico invincibile, decido di non salire la cima, dato che non sento quasi più sensibilità alle mani. Ovviamente il socio non rinuncia alla salita, e, in appena venti minuti, è già di ritorno, mentre io cerco disperatamente di scaldarmi le mani. D'accordo entrambi, scendiamo insieme al Balmenhorn, dove ci lasciamo nuovamente: io rimango al bivacco per cercare di scaldarmi, lui fa una "capatina" alla Ludwigshohe, che ancora manca alla sua collezione. In appena un'ora è già di ritorno, ma non è ancora contento: ecco che quindi, siccome è ancora presto, decidiamo di fare anche la Piramide Vincent (4215 m). Oramai, dal Cristo delle Vette, salire la Vincent, diventa facile e breve, basta rimanere sulla traccia alta che traversa in mezzacosta a sinistra e poi affrontare il largo pendio fino alla spaziosa cima. L'unico problema è però il vento. E che vento, ragazzi! Così forte non l'avevo mai visto! Per fortuna Riccardo mi fa da "scudo", rivelando così perfette attitudini da "paravento", e grazie al suo sostegno riesco a raggiungere la cima.
| Foto di vetta sul Cristo delle Vette |
| Piramide Vincent dal bivacco Giordano |
| Sulla Vincent, in compagnia del vento |
La discesa è accompagnata dal vento, un po' meno forte, per fortuna fino al Mantova. Da lì, una mini sosta, il tempo di slegarci, mettere via la corda, bere un thè, e poi giù fino a Punta Indren.
Conto di tornare sul Rosa, magari l'anno prossimo, per completare le cime che ancora mi mancano, magari un po' più allenato, per riuscire a salire anche quelle più alte, come Gnifetti e Zumstein.
Alla prossima!
Nessun commento:
Posta un commento