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martedì 13 settembre 2011

Rifugio Deffeyes partendo da La Thuile

In compagnia del CAI della mia città ho effettuato pochi giorni fa un’escursione di ampio interesse paesaggistico al rifugio Deffeyes in un luogo molto appagante e gratificante.
Siamo partiti nonostante le cattive previsioni e, infatti, nel pomeriggio, è piovuto, ma solo quando avevamo ormai finito la gita ed eravamo già al sicuro sul pullman.

Siamo arrivati a La Thuile verso le dieci, anche per un contrattempo che ci ha fatto perdere una mezz’ora (che comica: l’autista, anziché fermarsi davanti alla sede della Sezione del CAI, ha sbagliato luogo -ospedale- e città, Alessandria), abbiamo poi proseguito fino alla località di Promisè (1600 m) dove ha inizio l’escursione.
I cartelli indicano il rif. Deffeyes a tre ore di marcia e classificano la gita come E.
Si parte su un sentiero comodo dentro un boschetto che ci rivela le meraviglie della natura (compresi i lamponi, ne ho fatto una scorpacciata), fino ad arrivare alla prima cascata del Rutor.
II cascata

Dopodichè, il sentiero esce dal bosco in prossimità di un pianoro soleggiato dove è situata la baita di Parcet (1770 m). Da qui la salita diventa meno pronunciata e ci porta al bivio per la seconda cascata (a 35-40 minuti dalla prima) e per la terza cascata (consiglio a tutti una piccola deviazione per osservare queste cascate: ne vale la pena!).
Ancora una mezz’oretta di cammino e si raggiunge un pianoro vastissimo e idilliaco dove è situato il Lac du Glacier (2143 m) dove parte del nostro gruppo si ferma a riposare (variante breve).
Lac du Glacier


Il pianoro


Anche qui la vista è stupenda: dietro il massiccio del Bianco (purtroppo nel nostro caso costantemente coperto dalle nuvole) e le seggiovie Bosco Express e Chalet Express per chi, ad esempio, ha intenzione di percorrere uno dei vari tracciati di MTB e downhill e davanti il sentiero a zig zag che conduce al rifugio (ancora un’ora di camminata).
Ghiacciaio e Testa del Rutor



Lago inferiore

Arrivo al Rifugio Deffeyes

Quest’ultima è la parte un po’ più selettiva e soprattutto più ripida. Dopo una serie di larghi tornanti, il sentiero si alza verso sinistra in una specie di avvallamento, ancora un tratto di falsopiano, poi un tratto a mezza costa e una discesa, che portano all’intaglio dal quale si vede finalmente il Rifugio Deffeyes (2494 m), in un ambiente da favola.


                     

In conclusione, è stata come sempre una gita deliziosa resa ancora più piacevole da un paesaggio che a mio avviso, non ha nulla da invidiare a quello della Valtournenche sul Cervino o della valle di Courmayeur sul Bianco. Anche il ghiacciaio del Rutor e il Grand Assaly, che si profilavano sempre più nitidi al nostro cammino, offrono uno spettacolo impagabile e unico.

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