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lunedì 12 settembre 2011

Gita al monte Rocciamelone

Ecco il programma: primo giorno arrivo e pernottamento al rifugio Ca’ d’Asti, secondo giorno salita al Rocciamelone e discesa fino all’auto.
Come arrivarci: nell’abitato di Susa, imboccare una strada a destra che reca l’indicazione per Mompantero e per il rifugio “La Riposa” (circa 2200 m di altitudine), seguire la segnaletica fino al parcheggio delle auto, situato dopo qualche chilometro di strada sterrata.
Siamo partiti alla mattina del mercoledì 17 agosto ; eravamo un gruppo CAI di 13 persone.
Arrivati al parcheggio, ci dirigiamo a piedi al rifugio (privato) “La Riposa”, da cui verso le undici inizia finalmente la camminata!

Il Rocciamelone è una vetta dell’Alta Val di Susa, alta 3538 m, soprannominata anche la vetta della Madonnina, perché in cima, campeggia una statua di bronzo della Madonna, alta circa tre metri, che pare scendere dal Cielo incontro ai suoi figli.
Inoltre, nel 2008, si è celebrato il 650° anniversario dalla posa sulla vetta del Rocciamelone del trittico devozionale da parte del marchese Bonifacio Rotario. Anno 1358 – la prima ascensione “alpinistica” documentata della storia e anno della costruzione del vecchio rifugio Ca’ d’Asti (2854 m) di cui oggi rimangono alcune rovine nei pressi del nuovo rifugio e che costituisce il rifugio più antico d’Italia!

Il sentiero parte subito ripido da La Riposa e ci preannuncia come sarà il resto della salita (in ogni caso la gita è una EE, accessibile a tutti, tanto che c’era la coda e su in cima non ci si poteva muovere). 
   
Arriviamo al rifugio verso l’una in tempo per fare pausa pranzo e sistemarci nelle camere, dal momento che dormiremo lì (tempo di percorrenza dal parcheggio delle auto_2000 m circa_fino al Ca’ d’Asti: due ore e mezza). A un certo compare una biforcazione; si può scegliere se fare il sentiero lungo o quello corto. Io consiglio quello corto perché non è comunque troppo ripido e poi si risparmia un bel po’ di tempo.
Al culmine di una serie di tornanti che ci scandiscono il ritmo intravediamo la bandiera e la sagoma inconfondibile del rifugio.




La giornata trascorre a suon di pisolini, partite a carte, foto e qualche diverbio con i gestori.
Il giorno dopo, ci svegliamo belli pimpanti grazie all' “abbondante colazione” (un bicchierino di caffelatte, quattro fette biscottate e qualche grammo di marmellata) iniziamo al meglio la giornata (e qui stendiamo un velo pietoso). Ancora qualche foto (l’effetto creato dalla compresenza di Sole e Luna è meraviglioso) e tutti in marcia alle 6:40.
Dal rifugio, però, non riusciamo a vedere la vera cima del Rocciamelone che rimane nascosta e si potrà vedere solo alla crocetta (3300 m)

Ora il sentiero diventa più ripido e sul gruppo cala il silenzio: io sono sopraffatto da stupefatta commozione; finalmente ho la possibilità di conquistare una cima, che ho sempre ammirato con rispetto.

Man mano che procediamo il panorama si amplia anche se molte montagne sono coperte dalle nuvole. In ogni caso il fatto di essere costantemente sopra le nuvole provoca in me una sensazione di ammirazione per quanto ci può offrire la natura.
Ancora pochi passi e raggiungiamo la crocetta visibile dal rifugio.

Da questo punto ci vogliono ancora circa tre quarti d’ora; il dislivello da effettuare , è poco (200 metri), però il sentiero diventa più ripido e inizia ad esserci la corda fissa.















E infine la cima, dalla quale si domina tutta la valle e c’è un panorama che ci appaga pienamente delle fatiche spese.














Foto di gruppo in vetta













La discesa non crea nessun problema particolare e in men che non si dica ci ritroviamo alle macchine





Insomma, gli ingredienti ci sono tutti per rendere questa gita, una gita mozzafiato, a partire dal paesaggio che merita davvero la giornata spesa.

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