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domenica 25 settembre 2011

Falesia Pierre Taillèe

La mia città, Valenza, ha avuto recentemente la fortuna di legarsi a Courmayeur per quanto riguarda la realizzazione della falesia “Pierre Taillèe” chiodata dalle guide Stefano Bigio e Dario Brocherel e inaugurata il 31 luglio, data in cui noi (io più altri tre ragazzi della nostra sezione del CAI) siamo stati presenti, poiché la suddetta palestra di roccia è stata dedicata a Davide Guerci, emerito alpinista valenzano, che il cielo ci ha rapito 10 anni fa, sulla parete del Gigante, nel gruppo del Bianco.
Il posto è magnifico: proprio di fronte al Monte Bianco, tanta roccia chiodata, tiri liberati e ancora da liberare, una bella placca facile, tiri di livello medio e tiri duri, sotto lo sguardo severo del “Massiccio” che l’Europa ci invidia.

Come arrivarci: la falesia, non visibile fino all’ultimo, si raggiunge in tre quarti d’ora di camminata su sentiero dapprima in piano, poi molto ripido con anche una bella pietraia a metà. Di tanto in tanto, quando si esce dal boschetto, si apre un paesaggio incantevole: davanti il Bianco, dietro Courmayeur e la vallata.
Dalla frazione del Villair sup. di Courmayeur si raggiunge il parcheggio sterrato prima della sbarra da dove partono i sentieri. Si attraversa dunque un ponte, si segue la strada sempre in salita fino al terzo tornante, dove si imbocca il sentiero indicato dai cartelli gialli (La Saxe, Belvedere, palestre di roccia). Al primo bivio si sale a destra e, giunti alla pietraia, la si attraversa tutta e si continua lungo il sentiero per il Belvedere. Appena prima di giungervi, il sentiero  per la falesia sale tra placche di roccia e prati, fino ad un bosco (qui il sentiero si fa decisamente più ripido e lo è anche alla base della zona placche).
A questo punto, arriviamo a “Pierre Taillèe”, che si suddivide in tre parti: in alto la zona Tetto di Sarah, a sinistra la zona placche e a destra la zona Big Boss.



Settori: ci sono 26 tiri dal 3c all’8b (non ancora liberato) dai 10 ai 35 metri di lunghezza, si possono usare corde da 70 metri e ci possono essere fino a venti rinvii per tiro. La falesia è all’ombra al mattino e in pieno sole al pomeriggio, nel periodo estivo ritorna l’ombra verso le 19.



Io ho fatto nella zona placche “Ciau amici abasabada” (4c), “Giù dai colli” (4a), “Spakka (4b), tutte e tre abbastanza belle e divertenti; gli appigli sono davvero pochi, ma, in compenso, l’inclinazione non è molto accentuata, cosicché si può procedere addirittura a gattoni. Infine, a stenti e a fatica, sono riuscito a fare, nella zona Big Boss, la “Campai campai: evviva il sol levante” (5c+), un tiro di dieci metri che non dà mai tregua.
Tra scalate, sicure, e chiacchierate, dunque, la mattinata trascorre velocemente e giunge il momento di tornare a casa. Ringraziamo tutti, torniamo in paese, dove è stato organizzato un buffet per noi, e portiamo infine le nostre stanche membra a Valenza, felici di aver vissuto una giornata al contatto con la natura, che Davide amava tanto, e spinti dalla sua indimenticabile energia e passione per l’arrampicata.
Ciao alla prossima.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Posto orribile

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