La mia città, Valenza, ha avuto recentemente la fortuna di legarsi a Courmayeur per quanto riguarda la realizzazione della falesia “Pierre Taillèe” chiodata dalle guide Stefano Bigio e Dario Brocherel e inaugurata il 31 luglio, data in cui noi (io più altri tre ragazzi della nostra sezione del CAI) siamo stati presenti, poiché la suddetta palestra di roccia è stata dedicata a Davide Guerci, emerito alpinista valenzano, che il cielo ci ha rapito 10 anni fa, sulla parete del Gigante, nel gruppo del Bianco.
Come arrivarci: la falesia, non visibile fino all’ultimo, si raggiunge in tre quarti d’ora di camminata su sentiero dapprima in piano, poi molto ripido con anche una bella pietraia a metà. Di tanto in tanto, quando si esce dal boschetto, si apre un paesaggio incantevole: davanti il Bianco, dietro Courmayeur e la vallata.
Dalla frazione del Villair sup. di Courmayeur si raggiunge il parcheggio sterrato prima della sbarra da dove partono i sentieri. Si attraversa dunque un ponte, si segue la strada sempre in salita fino al terzo tornante, dove si imbocca il sentiero indicato dai cartelli gialli (La Saxe , Belvedere, palestre di roccia). Al primo bivio si sale a destra e, giunti alla pietraia, la si attraversa tutta e si continua lungo il sentiero per il Belvedere. Appena prima di giungervi, il sentiero per la falesia sale tra placche di roccia e prati, fino ad un bosco (qui il sentiero si fa decisamente più ripido e lo è anche alla base della zona placche).
A questo punto, arriviamo a “Pierre Taillèe”, che si suddivide in tre parti: in alto la zona Tetto di Sarah, a sinistra la zona placche e a destra la zona Big Boss.
Settori: ci sono 26 tiri dal 3c all’8b (non ancora liberato) dai 10 ai 35 metri di lunghezza, si possono usare corde da 70 metri e ci possono essere fino a venti rinvii per tiro. La falesia è all’ombra al mattino e in pieno sole al pomeriggio, nel periodo estivo ritorna l’ombra verso le 19.

Io ho fatto nella zona placche “Ciau amici abasabada” (4c), “Giù dai colli” (4a), “Spakka (4b), tutte e tre abbastanza belle e divertenti; gli appigli sono davvero pochi, ma, in compenso, l’inclinazione non è molto accentuata, cosicché si può procedere addirittura a gattoni. Infine, a stenti e a fatica, sono riuscito a fare, nella zona Big Boss, la “Campai campai: evviva il sol levante” (5c+), un tiro di dieci metri che non dà mai tregua.
Tra scalate, sicure, e chiacchierate, dunque, la mattinata trascorre velocemente e giunge il momento di tornare a casa. Ringraziamo tutti, torniamo in paese, dove è stato organizzato un buffet per noi, e portiamo infine le nostre stanche membra a Valenza, felici di aver vissuto una giornata al contatto con la natura, che Davide amava tanto, e spinti dalla sua indimenticabile energia e passione per l’arrampicata.
Ciao alla prossima.




1 commento:
Posto orribile
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