La partenza viene fissata alle 10 circa davanti alla funivia di Cervinia, che ci porterà a Plan Maison (2545 m ). La giornata è eccezionale, mirabolante, mozzafiato, con il Cervino che si staglia molto nitidamente sullo sfondo, senza la consueta nuvoletta di Fantozzi e che si presenta a noi con la spruzzatina di neve di due giorni prima.
In tutta la giornata neanche una nuvola, manco a pagarla peso d’oro.
Appena arrivati a Plan Maison, c’è un attimo di commozione quando Manfredi ricorda il tragico evento che ha tolto la vita a Don Pietro (parroco di Valenza) molti decenni fa scendendo dal Fürgen, per opera di un fulmine.
Lasciando questa pagina di storia dolorosa, ci incamminiamo e, dopo aver superato il Lago Goillet, ci dirigiamo verso il Colle Superiore delle Cime Bianche (2980 m ), che sancisce di fatto la separazione tra Valtournenche e Val d’Ayas e dal quale si scorge un panorama meraviglioso.
Inoltrandoci nella Val d’Ayas, però, notiamo la sua bellezza e la sua quiete, in confronto della Valtournenche, che, invece, è sempre più deturpata dagli insediamenti e dagli impianti di risalita (per esempio in quella giornata c’era la gara di downhill).
Ormai Saint Jacques è in vista e, dopo un’ora di tortura per il mio ginocchio, (tutto dislivello in discesa, inutile la ginocchiera) finalmente arriviamo al pullman, dopo aver trascorso una giornata insieme e in allegria con gli amici del CAI.Anche questa, come tante altre gite che ho fatto, è favolosa e merita quindi di essere raccontata sul mio blog.
Ciao, alla prossima!









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