Cerca nel blog

sabato 12 maggio 2012

Sacra di San Michele


Ho percorso questa ferrata il 25 aprile, nonostante l’avessi già fatta l’anno prima col CAI. Si tratta di una bella ferrata, soddisfacente e facile e con ben 600 metri di sviluppo lineare. Con le sue 3 ore e mezza, assolutamente necessarie se si scattano foto a raffica, come nel mio caso, ha una difficoltà AD, non tanto per le difficoltà tecniche, quanto per il lungo tracciato.
Io, per renderla più suggestiva, l’ho voluta fare dall’inizio alla fine senza mai usare una sola volta il cavo, se non per sicura, un modo efficacissimo per allenarsi ad arrampicare anche su vie facili. Altrimenti è di certo una ferrata adatta ai principianti poiché presenta due vie di fuga e un ponte tibetano didattico quasi alla fine del percorso. Si può effettuare tutto l’anno ed è un modo, in aggiunta alla mulattiera e alla normale strada asfaltata, per raggiungere la Sacra. La via Ferrata si svolge sul versante nord del Monte Pirchiriano ( 962 m.), sulla cui vetta sorge l’ Abbazia della Sacra di San Michele, simbolo del Piemonte, e uno tra i monumenti storici più importanti d’ Italia. 
 La Ferrata della Sacra, oltre chè essere un percorso panoramico, è anche carico di storia: a metà salita incrociamo un vecchio sentiero abbandonato, che ci porta ad un bellissimo ripiano, chiamato nell’antichità dagli abitanti di Sant’Ambrogio “Pian Cestlet e dagli abitanti della Chiusa San Michele “Piasa Buè”. Su questo ripiano si trova l’antica chiave di confine tra i comuni scolpita nella roccia. Più in alto una spaccatura orizzontale forma una valletta ben nascosta, non visibile, a suo tempo usata come nascondiglio dai partigiani della zona. Ancora sopra esiste un altro sentiero che nell’antichità collegava la frazione di San Pietro con l’abitato della Chiusa pas­sando su una cengia chiamata “U Saut du Cin”.
 La Ferrata della Sacra, oltre che essere un percorso panoramico, è anche carico di storia: a metà salita incrociamo un vecchio sentiero abbandonato, che ci porta ad un bellissimo ripiano, chiamato nell’antichità dagli abitanti di Sant’Ambrogio “Pian Cestlet e dagli abitanti della Chiusa San Michele “Piasa Buè”. Su questo ripiano si trova l’antica chiave di confine tra i comuni scolpita nella roccia. Più in alto una spaccatura orizzontale forma una valletta ben nascosta, non visibile, a suo tempo usata come nascondiglio dai partigiani della zona. Ancora sopra esiste un altro sentiero che nell’antichità collegava la frazione di San Pietro con l’abitato della Chiusa pas­sando su una cengia chiamata “U Saut du Cin”.
La ferrata inizia subito sopra la cava ormai in disuso, davanti ad uno spiazzo, ove non è più consigliabile parcheggiare la macchina visti gli ultimi danni vandalici subiti dagli automobilisti. In ogni caso si può parcheggiare in paese, quasi di fronte alla chiesa del paese di S. Ambrogio.
I primi 150-200 metri di dislivello sono davvero facili, all’inizio il cavo è anche sprecato e quasi mai si arrampica in verticale: in questo tratto sarebbe bene far finta del suddetto cavo e utilizzare la roccia per avanzare dal momento che offre davvero belle maniglie.
Dopo due sentierini, un tratto un po’ più accentuato e verticale, comunque dotato di scalini, si traversa su scomodo sentiero a destra spostandosi dall’altra parte del monte. Superati una placca e un altro sentiero, inizia ora la parte più succosa della ferrata con gli ultimi metri verticali e un ponte tibetano (dove c’è anche una via d’arrampicata chiamata “l’Intaglio”).
La ferrata finisce dietro all’abbazia. Da qui un sentiero con diversi saliscendi davvero scomodo, anche se dotato in parte di ringhiera e corde, e malmesso per l’inciviltà degli umani, conduce alla strada asfaltata. Dopodichè si arriva alla macchina con la comoda mulattiera proprio sotto il bar, che va a finire alla chiesa di S. Ambrogio.
Una classica ferrata particolare da fare per allenamento o per non perdere il vizio, offre comunque tutte le volte grandi emozioni e fa capire quanto è bella la sensazione di aver raggiunto una cima, benché a fondovalle…
Alla prossima!

Nessun commento:

Posta un commento